
21 gennaio 2009
Emissioni Zero su Radio Zammù
09 gennaio 2009
Sgarbi merita dei premi per le sue risse?
Se scrivi Vittorio Sgarbi su google puoi star certo che troverai una rissa, un alterco o un attacco.
Il sindaco di Salemi in pochi giorni è riuscito a: parlar male dei fratelli di Paolo Borsellino ma anche ad offrire la cittadinanza onoraria alla moglie del giudice ucciso nel luglio del 1992, ha chiesto ad Oliviero Toscani, assessore alla Creatività nel comune di Salemi e titolare del marchio "Mafia" di chiedere e pretendere legalmente l'oscuramento del Social Network denominato Facebook e di tutti i siti internet dove compare quella parola [leggi tutto]. Potrei continuare a citare le pagine a lui dedicate, ma diventerebbe un post degno della rubrica i "nuovi mostri" di Striscia la notizia ed è una cosa che proprio non voglio.
Leggete questi due articoli se volete approfondire:
Mafia: Sonia Alfano a Sgarbi dimettiti da sindaco[..]
Le squallide contorsioni di Sgarbi sui professionisti dell'antimafia
C'è, però, una cosa su cui mi voglio soffermare. Un video, una rissa, calci e pugni condite da minacce, il tutto accaduto ad Agrigento.
Il protagonista di questa vicenda è Giuseppe Gati, che dal suo blog racconta: "Abbiamo detto che Sgarbi è un pregiudicato. Durante la contestazione, io e la mia amica che riprendeva tutto con una telecamera siamo stati aggrediti, strattonati e presi a calci e pugni". Lo stesso Sgarbi avrebbe tentato di strappare la telecamera alla ragazza, che è riuscita a fuggire". Gati è stato invece preso in consegna dai vigili della provinciale e poi identificato dalla polizia.
Leggi tutto il suo racconto dal suo blog: Il dopo contestazione
Non credo sia necessario nessun commento, le immagini sono abbastanza eloquenti. Ma una domanda appena ho visto il video mi è venuta in mente, qualche mese fa a Vittorio Sgarbi è stato assegnato il "Premio Scicli", non conosco nè le motivazioni nè la giuria (se mai esista) che ha deciso di assegnarlo a lui, ma mi chiedo: era il caso? Ci fa onore? A voi le risposte e le considerazioni.
Per concludere se scrivo la mafia è una montagna di merda, Oliviero Toscani mi chiederà di chiudere il blog? Mi arresteranno? Ma soprattutto sarà lui a farmi le foto segnaletiche?
07 gennaio 2009
Roberto Natale, presidente del sindacato dei giornalisti, chiede che anche a Catania si possano leggere le pagine siciliane del quotidiano romano e annuncia un esposto che sarà presentato da Liberainformazione. Con un impegno personale: «Parlerò con Ezio Mauro»
Si riuscirà a far leggere a Catania la cronaca siciliana di Repubblica? Secondo Roberto Natale, presidente nazionale della Fnsi (il sindacato dei giornalisti), «un sindacato serve anche per questo». Natale, presente a Catania il 5 gennaio alla consegna del premio Giuseppe Fava, ha dato notizia del fatto che «sta per essere presentato un esposto all’autorità antitrust». Un esposto che sarà firmato da Liberainformazione (osservatorio sull’informazione per la legalità e contro le mafie) «per sapere se, in nome di una pura logica di mercato, una logica di circolazione delle merci – e senza scomodare per un attimo la nobile categoria della libertà di informazione – possano circolare in maniera libera le merci. E tra queste anche la merce informazione». Una notizia, questa, alla quale Natale ha aggiunto un suo impegno personale: «Nei prossimi giorni proverò a chiamare il direttore di Repubblica, che scrive cose toccanti sulla torsione che sta subendo la democrazia italiana e il modo di fare informazione in Italia». In altre parole, al quotidiano romano il sindacato chiederà coerenza tra i principi per cui si batte – sono note le posizioni di Repubblica contro concentrazioni e monopoli editoriali – e i suoi comportamenti concreti. Comportamenti che, in Sicilia orientale, non sono del tutto coerenti con quei principi.
La questione dell’edizione siciliana di Repubblica non è certo nuova: viene anzi sollevata puntualmente ogni cinque gennaio. Il quotidiano, come è noto, ha stretto da anni un accordo con il giornale “La Sicilia”: l’editore Ciancio mette a disposizione la sua tipografia per stampare a Catania le copie da distribuire in tutta l’isola, in modo che queste arrivino in edicola già nelle prime ore del mattino. Ma, in cambio, “Repubblica” si impegna a non distribuire l’edizione siciliana nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa. Accade dunque un fatto paradossale: nella tipografia catanese si stampa un giornale con 16 pagine in più – le pagine siciliane, appunto – ma i catanesi, come i ragusani o i siracusani, trovano in edicola solo le pagine nazionali. Diversa la situazione a Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina e Trapani, dove invece viene diffusa l’edizione completa.
Non sono mancati negli anni passati raccolte di firme, convegni, spot video di denuncia. Due anni anni fa Sebastiano Messina, ospite della Facoltà di Lingue, si dichiarò contrario all’accordo sottoscritto dal suo editore, invitando i catanesi a far sentire la loro voce. L’anno scorso è stata Liberainformazione a occuparsi della vicenda, organizzando anche un convegno a Catania. A pochi giorni dall’evento, sulle pagine della “Sicilia” apparve una singolare manchette che recitava: «Da martedì 19 febbraio negli aeroporti e nelle principali stazioni ferroviarie siciliane sarà possibile trovare il quotidiano “la Repubblica, edizione di Palermo”». Una risposta quasi beffarda – a Catania si può comprare l’edizione completa, ma soltanto in stazione o all’aeroporto – che può essere letta, però, come un segnale del fatto che la questione catanese, per Repubblica, resta un nervo scoperto.
L'annuncio di Roberto Natale costituisce, in ogni caso, un fatto nuovo. È la prima volta che a prendere una posizione così forte sul caso Repubblica è il massimo esponente nazionale del sindacato dei giornalisti. Natale, durante l’incontro per il premio Fava, ha anche detto di non essere a Catania a titolo personale, bensì a nome della categoria che lo ha eletto. Parole impegnative, senza dubbio, quelle del presidente della Fnsi. Non resta che attendere i fatti che ne seguiranno.
Clicca qui per leggere l'articolo su Step1.
16 dicembre 2008
Non spegneteci i microfoni
Il 31 dicembre si conclude il progetto "Il Linceo" su cui è stata finanziata Radio Zammù da un anno e mezzo a questa parte. Quelle risorse, in primo luogo, hanno permesso alla radio dell'Università di Catania di fare il grande balzo sull'etere e poter essere trasmessa in modulazione di frequenza. Ma quelle risorse hanno anche permesso il funzionamento dello staff che lavora in radio e l'attività redazionale. Risorse necessarie e vitali per permettere a Radio Zammù di andare avanti, pur tra tante difficoltà. Che succederà ora?
Radio Zammù non ha nessuna intenzione di mollare, aiutateci a sostenere la nostra causa: occorre trovare nuove risorse. Chi è disposto a sostenere Radio Zammù? Facciamoci, fatevi sentire.
Vi aggiornerò passo passo sulla vicenda. C'è bisogno anche del supporto del pubblico, dei nostri ascoltatori. O volete che ci spengano?
Devendra Banhart. Recente scoperta.
Casualmente. Per caso ho scoperto questo cantautore. Un messaggio di posta sul mio myspace, un nome: Devendra Banhart. Non sapevo chi fosse, zero. La mia curiosità mi ha spinto a chiedere a google e al mittente. Il primo mi risponde indirizzandomi su wikipedia, la seconda mi manda un link. Fu amore a primo ascolto. Guardando tutti i video su youtube trovai questo, non la canzone migliore di Banhart ma sicuramente il video più bello.
Questo video mi fa pensare a Bianca degli Afterhours. Il testo di Bianca potrebbe scorrere sotto le immagini, sembrerebbe scritto per questo video. Unica differenza: che ad essere bianco è un lui.Sei il colore che non ho e non catturerò, ma se ci fosse un metodo vorrei che fosse il mio.
Fanne quel che vuoi, di noi ,me l'hai insegnato tu. Se c'è una cosa che è immorale è la banalità.
Lo sai che tu sei troppo bianca per restare mano nella mano con te stessa e non voglio certo che tu sia la mia più bella cosa mai successa. Sei il colore che non ho e che vorrei essere io ma se ti rende libera ti regalo il mio.
14 dicembre 2008
Ascolta lo spot di Emissioni Zero
Sapevate che l'allevamento di bestiame è responsabile del 18% delle emissioni di gas serra? Che per studiare lo scioglimento dei ghiacciai si usano paperelle di gomma e che il riscaldamento globale si può fermare dipingendo i tetti di bianco? Su Radio Zammù c'è Emissioni Zero, programma dedicato all’ambiente, all’ecologia e tutto ciò che è “verde”.
Conduce Roberto SammitoVisita la pagina Myspace dedicata al programma.
Ascolta le puntate in archivio
Puntata del 10/12/2008 - La sostenibilità ambientale: il ruolo dell'università è il tema di questo appuntamento di Emissioni Zero, ma è anche un articolo della prof.ssa Roberta Piazza pubblicato sul BdA. Se ne parla con l'autrice che offrirà molti spunti pratici per cominciare da subito a cambiare le nostra abitudini. Nella seconda parte giro delle iniziative ambientali più interessanti del periodo.
Puntata del 26/11/2008 - Il Festival dell'energia chiama, la ricerca e l'innovazione rispondono. Questo è uno dei temi della puntata insieme al "Calls for papers" iniziativa atta a promuovere lo sviluppo tecnologico e la ricerca in campo ambientale. Un' intervista al prof. Emilio Conti docente di comunicazione ambientale ci aiuterà a capire a chi è rivolto questo concorso.
Puntata del 22/10/2008 - Divulgazione e informazione ambientale in questa puntata. Prima Energiambiente, un portale che si occupa di diffondere la cultura e il rispetto ambientale nelle scuole e nelle università. Poi spazio alla situazione internazionale in merito al taglio delle emissioni di Co2.
Puntata del 15/10/2008 - In questo appuntamento di Emissioni Zero è protagonista il festival Cinemambiente giunto all'undicesima edizione ma anche le tematiche ambientali nel mondo della musica e del cinema. Ospiti il direttore del festival Gaetano Capizzi e Marcello Gurrieri che per Legambiente Catania cura la rubrica "Ecopensieri".
Puntata del 01/10/2008 - Emissioni Zero comincia parlando di alimentazione e ambiente. Come le nostre abitudini alimentari influenzano il cambiamento climatico? Possiamo controllare e limitare le emissioni di gas se stiamo attenti a cosa portiamo sulla nostra tavola? E cos'è Food kilometro zero? Scoprirete questo e molto altro ascoltando questa prima puntata. Ospite il prof. Giampaolo Schillaci.
10 dicembre 2008
Giulia y Los Tellarini
<<Un concerto "a scatola chiusa", una volta aperto si rivela una sorpresa>>Il sette dicembre è iniziato il loro tuor in Sicilia, tre date tutte d'un fiato. CaltanissettaPalermoCatania. A Catania hanno tenuto un concerto sul palco del Metropolitan all'interno della rassegna Catania Jazz.Ma avete presente Giulia y Los Tellarini? Probabilmente alcuni di voi li conoscono o almeno li avranno sentiti anche se incosapevolmente. Questa cantante col suo gruppo sono stati scelti da Woody Allen che ha inserito la loro musica nel film Vicky Cristina Barcelona. La storia fortunata di questo gruppo è stata raccontata da tutti, nessuno che ci dice come suonano, tutti interessati non al contenuto ma alla confezione, non alla musica ma alla fortuna, non agli strumenti usati e ai componenti ma ha quali lavori Giulia Tellarini ha fatto nella sua vita.
"Un cd lasciato lì, come una scarpetta di Cenerentola. E il principe lo ha raccolto. E’ la favola di Giulia Tellarini, la cantante trevigiana diventata «voce» del nuovo film di Woody Allen. Giulia si esibiva a Barcellona con la sua band, «Giulia y los Tellarini». La fidanzata di uno dei compagni di band ha lasciato un cd nella hall dell’Hotel Arts di Barceloneta, dove alloggiava il regista impegnato nelle riprese del suo ultimo film girato nella città catalana. «We hope you like it», ha scritto in un post-it sulla copertina. Woody Allen lo ha ascoltato, ed è scattato il colpo di fumine: la voce di Giulia è diventata la colonna sonora del film «Barcelona»." [Leggi tutto]Anche io ho scoperto questo gruppo attraverso il film. "Barcelona" ci mette poco ad entrarti in testa, canti ripetendo Barcelone e mugugnando il resto, è più forte di te. "Porque tanto perderse tanto buscarsa sin encontrarse me encierran los muros de todas partes." Dopo averli ascoltati nel film ho cercato informazioni sul gruppo. Internet mi ha offerto articoli e video con le loro performances live. Tra tutte le pagine web lette e viste mi sono fermato quando ho visto che il 9 dicembre era previsto un loro concerto a Catania. "Io voglio sentirli" mi sono detto.Il gruppo è giovane, sia artisticamente che per età dei componenti. Non sono ancora abituati a platee grandi come quella del Metropolitan - che era quasi pieno. Però hanno offerto un concerto gradevole, un'ora e mezza di musica. Calde melodie mediterrane, echi e rimandi alla chanson francese mischiati a sonorità decisamente latine e messicane, tenute insieme da eleganti melodie jazz.Un concerto a cui ho deciso di andare praticamente "a scatola chiusa, una scatola che una volta aperta si è rivelata una sorpresa". Non sono mancati i due pezzi inclusi nella colonna sonora del film di Allen, e nemmeno la chanson per il suo cane e quella per il suo avvocato. Giulia passava rapidamente da testi in italiano a quelli spagnoli, dall'inglese al francese. Ha raccontato un po' della sua - loro - storia, dell'album Eusebi - dedicato ad un vecchio pittore di strada - e di come la sua band non sia tagliata per l'italiano. Invece io riuscivo a seguire i testi in spagnolo, mi sono anche improvvisato traduttore per la mia accompagnatrice, ma solo per un po', o si traduce o si ascolta la musica. Io ho scelto la seconda.Insomma, un concerto gradevole mi ha permesso di conoscere meglio un album che voglio riascoltare con più attenzione, magari potrebbe essere un buon regalo per il prossimo natale, ammesso che al mondo ci sia gente che regala ancora dei cd, io no, preferisco regalare libri.Myspace Giulia y los Tellerini.

Sapevate che l'allevamento di bestiame è responsabile del 18% delle emissioni di gas serra? Che per studiare lo scioglimento dei ghiacciai si usano paperelle di gomma e che il riscaldamento globale si può fermare dipingendo i tetti di bianco?
