14 giugno 2008

Oscurato, isolato e ora condannato. Storia di censura all'italiana

Accadde in Sicilia, nel dicembre del 2004, l’oscuramento del sito accadeinsicilia.net. Accade in Sicilia, in questi giorni, che venga condannato per “stampa clandestina” Carlo Ruta curatore di quel sito. Gestire un sito di vera informazione, che smaschera i poteri forti nei nostri giorni è un reato che si paga con il carcere. Sapevamo già che l’informazione tradizionale (carta stampata e tv) era sotto controllo dei potenti siciliani (è così anche in altre parti d’Italia, purtroppo!) ma non ci si poteva aspettare che con una sentenza del tutto assurda venisse minata la libertà di informazione perchè ci si permette di dire verità scomode e di gestire un sito di documentazione storica e sociale.

Carlo Ruta è un giornalista ragusano, si occupa di storiografia e inchieste. Ha pubblicato diversi libri, e si è occupato della rivista “Libri meridionali” (Carlo Ruta su Wikipedia). Dopo esser stato curatore di accadeinsicilia.net, a partire dal 2005 si è occupato del sito www.leinchieste.com.

Purtroppo il giornalista siciliano non è nuovo a provvedimenti giudiziari, come si può leggere dal giornale online l’Isola Possibile: E’ avvenuto un fatto gravissimo e purtroppo prevedibile: il 27 settembre, presso il tribunale di Messina, lo storico siciliano Carlo Ruta è stato condannato a otto mesi di carcere dal giudice monocratico Salvatore Venuto. Era stato querelato dal procuratore della Repubblica di Ragusa Agostino Fera e dall’avvocato Carmelo Di Paola, presidente del collegio dei probiviri della Banca Popolare Agricola di Ragusa, solo per aver accolto su www.accadeinsicilia.net la versione di un ex funzionario pubblico, Sebastiano Agosta, pure lui condannato a otto mesi, circa una vicenda miliardaria che dagli incartamenti dello stesso procuratore esce come fumosa. Il primo atto, censurato da larghe espressioni della società civile, era stato nel dicembre 2004 l’oscuramento del sito. Il carcere ne è in fondo il seguito “naturale” [leggi tutto l’articolo].

Insomma, una condanna assurda, immeritata che sguazza nel silenzio dei giornalisti italiani che non hanno dato notizia di quanto accaduto. Una vicenda murata dietro un silenzio insopportabile, che ha come effetto quello di isolare un uomo, un giornalista che nella sua vita ha avuto il coraggio di parlare con cognizione di causa. Una notizia del genere ci saremmo aspettati venisse dalla Cina, dove il regime ha le mani dappertutto compreso sull’informazione e su Internet. L’Italia lo crediamo un paese libero ma non lo è.

Certo leggengo i nomi di chi ha emesso la sentenza e leggendo del loro passato tutto diventa più chiaro. Carlo Ruta è stato condannato per “stampa clandestina”, solo per aver gestito un sito di documentazione storica e sociale, in sostanza un normalissimo blog (www.accadeinsicilia.net), di cui peraltro era stata comprovata, dalla polizia postale di Catania, cui era stato conferito l’ incarico degli accertamenti, la non periodicità regolare. - Quindi non essendo un periodioco come può essere condannato per stampa clandestina?- L’ incredibile sentenza penale è stata emessa dal giudice Patricia Di Marco, presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell’Antimafia Francesco Forgione, in relazione alla gestione dell’inchiesta giudiziaria sul caso del giornalista Spampinato [da La Stampa].

Ma in cosa consiste il reato di “stampa clandestina?”. Secondo la Legge sulla stampa il reato lo commette chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta... Per la prima volta in Italia, e probabilmente anche in Europa, il reato ha riguardato il web: lo storico Carlo Ruta è stato infatti condannato dal Tribunale di Modica ad una pena pecuniaria per un blog (www.accadeinsicilia.net), con l'accusa di periodicità non regolare. "Quale irregolarità? In nome di quale principio si applica il criterio della periodicità ad un blog? Solo in Cina e a Cuba questo è avvenuto - commenta Ruta - ed è per questo che ci attiveremo tra conferenze stampa ed altre azioni affinchè tutti vengano a conoscenza di questa violazione della libertà di espressione. Perchè questo rappresenterebbe un precedente molto grave" [leggi tutto l’articolo].

Per capire meglio il perchè di questa condanna sbagliata, atta a imbavagliare un giornalista, vi consiglio di leggere una intervista a Carlo Ruta rilasciata a Francesco Cicerone che trovate sul sito di Peace link [leggi l’articolo].

Non pensate che con questa condanna sia stato colpito solo il giornalista ragusano, assolutamente no. Siamo stati colpiti tutti, sono stati affondati dei principi sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Costituzioe Europea. È stato colpito il popolo della rete e la sua libertà.

Un pò di siti per saperne di più: Peacelink Indymedia.org Isola Possibile Lo strillone

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