Stefano Bollani e Goran Bregovic.
Il primo tra i più apprezzati jazzisti dello stivale, l'altro compositore bosniaco di fama internazionale. Bollani si è esibito il 24 luglio, Bregovic il 25, entrambi nell'anfiteatro di Tremestieri per il cartellone di Catania Jazz, "Le Macchine Sonore." Li ho visti tutti e due, bravissimi, fantastici. Due concerti non paragonabili se non per la bravura dei due artisti e dei loro musicisti.
Faceva fresco a Tremestieri, c'era tanta gente e tra questi tre o quattro ragazzi con un maglia nera con su scritto Radio Zammù. Pc, mixer, cavi e microfoni per l'intrattenimento pre-concerto. Tra questi c'ero pure io con fogli e armamenti vari: microfono, biografia di Bollani, scaletta, domande e contatti vari. Circa un'ora di diretta, poi subito dopo aver annunciato Stefano Bollani anche per noi il meritato concerto.
Bollani è in tour con la sua Carioca band con cui a registrato un album dalle sonorità sudamericane, e in particolare brasiliane. Un omaggio ai successi brasiliani tutti rivisati in chiave jazz. Più o meno BollaniCarioca è questo. Inutile aggiungere altro sulla bravura dell'artista, su cosa ha fatto e come lo ha fatto, che premi ha ricevuto e quanti, trovate tutto se volete, se cercate. Quello che mi va di raccontarvi è il concerto oltre la musica, oltre i musicisti. Bollani è una persona molto simpatica, durante il soundcheck, nel pomeriggio, suonava e scherzava coi propri musicisti. Cantava canzoni inventate al momento in dialetto siciliano. Un dialetto con un accento meneghino, ma per lo sforzo e la fantasia merita un otto. Durante l'esibizione serale invece si è lasciato andare a vere e proprie gag, dal racconto dell'intervista in brasiliano rilasciata ad una di Rio de Janeiro agli sketch che faceva coi propri musicisti. Un musicista showman, terribilmente bravo al piano, divertente nel modo di porsi.
Bregovic è stato meno simpatico, lui e tutto il suo staff. Niente intervista pre-concerto, sicurezza per evitare che il pubblico ballasse a ridosso del palco e altre stronzate del genere. Sulla qualità del concerto niente da dire, un paio di ore di ottima musica. Molti pezzi dal ritmo sostenuto che hanno permesso a tanti di non fermarsi mai. C'era chi ballava ai lati della platea, bloccati da una transenna e poi c'era chi come me preferiva ballare "a largo" nel posto più lontano. Lì, i miei passi li hanno visti in pochi, ma che passi...Peccato aver dimenticato la macchina fotografica!
2 commenti:
si!
posso ben dire che solo i tuoi "passi" valevano mezzo concerto!!!!! =D
Per l'altro mezzo lode e gloria al Maestro Bregovic.
Cara Therese,
non avrò tecnica, non avrò precisione ma almeno ho fantasia nel mio ballare!
Rob
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