18 luglio 2008

Stai parlando con me? Stai parlando con me? Si, sta parlando con me!

Ci sono serate che trascorri coi tuoi amici in maniera serena. Si chiacchiera, si beve un pò, si incontra qualcuno che non vedevi da tempo. L'altra sera ero a Sampieri e ho vissuto una serata del genere, in cielo brillava qualche stalle e la compagnia era gradevole. Fin quando arriva il colpo di scena, una situazione di quelle che ad alcuni provoca rabbia, una cosa che può rovinare la serata, a me ha dato un pò di fastidio, ma alla fine mi ci sono fatto una risata sopra e ho annegato tutto nell'indifferenza. A Sampieri ci sono due locali sulla spiaggia, uno che mi piace perchè organizza anche serate interessanti e un altro che si limita a sparare tristissima musica anni '90 e musica latino-americana a tutto volume. Era la prima sera che trascorrevamo in quello che una volta era un borgo di pescatori, prendiamo da bere e ci dirigiamo verso il primo locale, uno sguardo veloce al programma estivo e via nel lido successivo. Lì come immaginavamo si alternavo i peggiori successi anni '90 con musica latino-americana, ci fermiamo cinque minuti a chiacchierare ma poi preferiamo andare via.

Scendiamo verso la spiaggia, ma prima di uscire incontriamo degli amici, scambiamo quattro chiacchiere, ma solo quattro perchè subito arriva un bipede - persona non la posso proprio chiamare, non ci riesco! - che comincia ad insultarmi in modo pesante e a ripetere ossessivamente la stessa frase "A mia tu nun mi cugghiunì, u capisti?." Dopo cinque minuti di monologo da parte dell'energumeno dico:"Senta non so di cosa stia parlando, io neanche la conosco, non l'ho mai vista in vita mia." Lui non contento rincara la dose di insulti e offese, cerco di farlo ragionare ma è impossibile. L'ho offeso a morte, l'ho preso in giro ma non so nè quando nè come. Non capisco! Dopo l'ennesima scarica di non so quale altre parolacce intuisco che è un addetto della sicurezza del locale - non aveva una divisa comune agli altri "buttafuori" - e cerco di spiegare che se qualcuno lo ha preso in giro non sono io, sarà stato qualcun'altro, ma a lui non basta, sembra volermi picchiare per forza. Dopo lunghi minuti di discussione - quasi quasi pensavo che lo sgarbo che gli avessi fatto era rispondere ai suoi insulti in italiano e senza offese - capisce che ha sbagliato, ci ha messo un quarto d'ora ma c'è riuscito: evviva!!! Prima di andare via promette pestaggi a destra e a manca - si dice disposto a picchiare pure il proprietario del locale - ma io non contento gli dico che il suo comportamento è in ammissibile, che non può minacciare una persona senza motivo. Lui mi stupisce, mi chiede scusa, distribuisce altri tre o quattro insulti e va via dicendoci di stare attenti che lui le facce non le dimentica.

Ora dopo una bella risata cerco di analizzare ciò che è accaduto. Allora: un ragazzo tranquillamente parla sulla spiaggia con cinque amici viene insultato e per poco picchiato da un "buttafuori" di un locale vicino. Ora, i buttafuori dovrebbero garantire la sicurezza ed evitare le risse, ma questo è un "buttafuori" alternativo le risse prima di sedarle le provoca. Insomma, è un delinquente comune che viene pagato per fare le cose che più ama: litigare, insultare, offendere, scazzottare. La cosa che fa preoccupare che io non sono stato l'unico ad essere attaccato da un buttafuori, l'anno passato la stessa sorte è toccata ad un mio amico - io ero presente, sarò il problema?!. Complimenti al proprietario che ha affidato la sicurezza del suo locale ad una ditta veramente seria. Complimenti per la preoccupazione di effettuare selezione all'ingresso senza preoccuparsi che chi fa selezione sono dei picchiatori ignoranti.

Benvenuto Roberto!

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