03 dicembre 2008

Un bellissimo novembre

Prima di tutto è stato un romanzo di Ercole Patti, poi un film diretto da Mauro Bolognini e infine uno spettacolo teatrale adattato da Gaetano Savatteri e Luigi Galluzzo per la regia di Mario Missiroli.

Un bellissimo novembre ha aperto la cinquantesima stagione del Teatro Stabile di Catania. Quando il sipario si apre sul palco del teatro Ambasciatori appare l'interno di una casa, mobili antichi coperti da teli, una macchina d'epoca e oggetti di altri tempi a riempire un salotto in cui due vecchie sorelle - Antonietta Carbonetti e Nellina Laganà - ricordano e lamentano i tempi che furono.

La notizia dell'arrivo dei parenti resuscita nelle due anziane zie vecchi ricordi e malumori legati ad un tragico evento accaduto dieci anni prima, la tragica morte del giovanissimo Nino - Giovanni Tuzza. Nella tenuta di campagna in cui tutta la famiglia si riuniva per la vendemmia si era infatti consumata la passione e la tragedia, l'eros e la gelosia. Cettina - Donatella Finocchiaro - zia del giovanissimo Nino diventa la fantasia erotica e la realtà che spingerà il giovane ad una tragica fine. Le colpe, i rimorsi, l'odio e il dolore riemergono e investono l'intera famiglia riunita per una semplice questione patrimoniale.

La narrazione rimane fluida anche quando si interrompe per portartci indietro nel tempo grazie ad un effetto scenico che permette al pubblico di "vedere" cosa accadde dieci anni prima. Gli attori offrono punti di vista diversi sulla stesso evento, chi vede nell'assenza della madre la colpa della morte di Nino, chi la reputa una tragica fatalità, chi pensa cha la cugina Cettina non doveva nemmeno venire e chi è solo interessato ad una firma per avere la proprietà.

Sullo sfondo una tragedia da cui i protagonisti non potranno mai liberarsi, la tenuta di famiglia diventa un tempio per il dolore della madre e le colpe della zia.

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