16 dicembre 2008

Non spegneteci i microfoni

Il 31 dicembre si conclude il progetto "Il Linceo" su cui è stata finanziata Radio Zammù da un anno e mezzo a questa parte. Quelle risorse, in primo luogo, hanno permesso alla radio dell'Università di Catania di fare il grande balzo sull'etere e poter essere trasmessa in modulazione di frequenza. Ma quelle risorse hanno anche permesso il funzionamento dello staff che lavora in radio e l'attività redazionale. Risorse necessarie e vitali per permettere a Radio Zammù di andare avanti, pur tra tante difficoltà. Che succederà ora?

Radio Zammù non ha nessuna intenzione di mollare, aiutateci a sostenere la nostra causa: occorre trovare nuove risorse. Chi è disposto a sostenere Radio Zammù? Facciamoci, fatevi sentire.

Vi aggiornerò passo passo sulla vicenda. C'è bisogno anche del supporto del pubblico, dei nostri ascoltatori. O volete che ci spengano?

Devendra Banhart. Recente scoperta.

Casualmente. Per caso ho scoperto questo cantautore. Un messaggio di posta sul mio myspace, un nome: Devendra Banhart. Non sapevo chi fosse, zero. La mia curiosità mi ha spinto a chiedere a google e al mittente. Il primo mi risponde indirizzandomi su wikipedia, la seconda mi manda un link. Fu amore a primo ascolto. Guardando tutti i video su youtube trovai questo, non la canzone migliore di Banhart ma sicuramente il video più bello. Questo video mi fa pensare a Bianca degli Afterhours. Il testo di Bianca potrebbe scorrere sotto le immagini, sembrerebbe scritto per questo video. Unica differenza: che ad essere bianco è un lui.

Sei il colore che non ho e non catturerò, ma se ci fosse un metodo vorrei che fosse il mio.

Fanne quel che vuoi, di noi ,me l'hai insegnato tu. Se c'è una cosa che è immorale è la banalità.

Lo sai che tu sei troppo bianca per restare mano nella mano con te stessa e non voglio certo che tu sia la mia più bella cosa mai successa. Sei il colore che non ho e che vorrei essere io ma se ti rende libera ti regalo il mio.

14 dicembre 2008

Ascolta lo spot di Emissioni Zero

Sapevate che l'allevamento di bestiame è responsabile del 18% delle emissioni di gas serra? Che per studiare lo scioglimento dei ghiacciai si usano paperelle di gomma e che il riscaldamento globale si può fermare dipingendo i tetti di bianco? Su Radio Zammù c'è Emissioni Zero, programma dedicato all’ambiente, all’ecologia e tutto ciò che è “verde”.

Conduce Roberto Sammito

Visita la pagina Myspace dedicata al programma.

Ascolta le puntate in archivio

Puntata del 10/12/2008 - La sostenibilità ambientale: il ruolo dell'università è il tema di questo appuntamento di Emissioni Zero, ma è anche un articolo della prof.ssa Roberta Piazza pubblicato sul BdA. Se ne parla con l'autrice che offrirà molti spunti pratici per cominciare da subito a cambiare le nostra abitudini. Nella seconda parte giro delle iniziative ambientali più interessanti del periodo.

Puntata del 26/11/2008 - Il Festival dell'energia chiama, la ricerca e l'innovazione rispondono. Questo è uno dei temi della puntata insieme al "Calls for papers" iniziativa atta a promuovere lo sviluppo tecnologico e la ricerca in campo ambientale. Un' intervista al prof. Emilio Conti docente di comunicazione ambientale ci aiuterà a capire a chi è rivolto questo concorso.

Puntata del 22/10/2008 - Divulgazione e informazione ambientale in questa puntata. Prima Energiambiente, un portale che si occupa di diffondere la cultura e il rispetto ambientale nelle scuole e nelle università. Poi spazio alla situazione internazionale in merito al taglio delle emissioni di Co2.

Puntata del 15/10/2008 - In questo appuntamento di Emissioni Zero è protagonista il festival Cinemambiente giunto all'undicesima edizione ma anche le tematiche ambientali nel mondo della musica e del cinema. Ospiti il direttore del festival Gaetano Capizzi e Marcello Gurrieri che per Legambiente Catania cura la rubrica "Ecopensieri".

Puntata del 01/10/2008 - Emissioni Zero comincia parlando di alimentazione e ambiente. Come le nostre abitudini alimentari influenzano il cambiamento climatico? Possiamo controllare e limitare le emissioni di gas se stiamo attenti a cosa portiamo sulla nostra tavola? E cos'è Food kilometro zero? Scoprirete questo e molto altro ascoltando questa prima puntata. Ospite il prof. Giampaolo Schillaci.

10 dicembre 2008

Giulia y Los Tellarini

<<Un concerto "a scatola chiusa", una volta aperto si rivela una sorpresa>>

Il sette dicembre è iniziato il loro tuor in Sicilia, tre date tutte d'un fiato. CaltanissettaPalermoCatania. A Catania hanno tenuto un concerto sul palco del Metropolitan all'interno della rassegna Catania Jazz.

Ma avete presente Giulia y Los Tellarini? Probabilmente alcuni di voi li conoscono o almeno li avranno sentiti anche se incosapevolmente. Questa cantante col suo gruppo sono stati scelti da Woody Allen che ha inserito la loro musica nel film Vicky Cristina Barcelona. La storia fortunata di questo gruppo è stata raccontata da tutti, nessuno che ci dice come suonano, tutti interessati non al contenuto ma alla confezione, non alla musica ma alla fortuna, non agli strumenti usati e ai componenti ma ha quali lavori Giulia Tellarini ha fatto nella sua vita.

"Un cd lasciato lì, come una scarpetta di Cenerentola. E il principe lo ha raccolto. E’ la favola di Giulia Tellarini, la cantante trevigiana diventata «voce» del nuovo film di Woody Allen. Giulia si esibiva a Barcellona con la sua band, «Giulia y los Tellarini». La fidanzata di uno dei compagni di band ha lasciato un cd nella hall dell’Hotel Arts di Barceloneta, dove alloggiava il regista impegnato nelle riprese del suo ultimo film girato nella città catalana. «We hope you like it», ha scritto in un post-it sulla copertina. Woody Allen lo ha ascoltato, ed è scattato il colpo di fumine: la voce di Giulia è diventata la colonna sonora del film «Barcelona»." [Leggi tutto]

Anche io ho scoperto questo gruppo attraverso il film. "Barcelona" ci mette poco ad entrarti in testa, canti ripetendo Barcelone e mugugnando il resto, è più forte di te. "Porque tanto perderse tanto buscarsa sin encontrarse me encierran los muros de todas partes." Dopo averli ascoltati nel film ho cercato informazioni sul gruppo. Internet mi ha offerto articoli e video con le loro performances live. Tra tutte le pagine web lette e viste mi sono fermato quando ho visto che il 9 dicembre era previsto un loro concerto a Catania. "Io voglio sentirli" mi sono detto.

Il gruppo è giovane, sia artisticamente che per età dei componenti. Non sono ancora abituati a platee grandi come quella del Metropolitan - che era quasi pieno. Però hanno offerto un concerto gradevole, un'ora e mezza di musica. Calde melodie mediterrane, echi e rimandi alla chanson francese mischiati a sonorità decisamente latine e messicane, tenute insieme da eleganti melodie jazz.

Un concerto a cui ho deciso di andare praticamente "a scatola chiusa, una scatola che una volta aperta si è rivelata una sorpresa". Non sono mancati i due pezzi inclusi nella colonna sonora del film di Allen, e nemmeno la chanson per il suo cane e quella per il suo avvocato. Giulia passava rapidamente da testi in italiano a quelli spagnoli, dall'inglese al francese. Ha raccontato un po' della sua - loro - storia, dell'album Eusebi - dedicato ad un vecchio pittore di strada - e di come la sua band non sia tagliata per l'italiano. Invece io riuscivo a seguire i testi in spagnolo, mi sono anche improvvisato traduttore per la mia accompagnatrice, ma solo per un po', o si traduce o si ascolta la musica. Io ho scelto la seconda.

Insomma, un concerto gradevole mi ha permesso di conoscere meglio un album che voglio riascoltare con più attenzione, magari potrebbe essere un buon regalo per il prossimo natale, ammesso che al mondo ci sia gente che regala ancora dei cd, io no, preferisco regalare libri.

Myspace Giulia y los Tellerini.

06 dicembre 2008

Festival delle Radio Universitarie.

Con un po' di mesi di ritardo pubblico un fotoshow sul Festival delle Radio Universitarie. Il mio Fru non può essere raccontato solo da queste immagini, il back stage non lo si può capire solo da questa selezione di foto. Servirebbe un lungo racconto in cui i protagonisti sarebbero mani sporche, cavi jack, collegamenti improbabili e impossibili che comunque siamo riusciti ad effettuare, tempi, caffè, soddisfazioni, divertimento, stanchezza, nottate lunghe e mattine che arrivavano troppo presto, il monastero cablato con metri su metri di cavi eternet, Zio Pino, musica, concerti, incontri. Il tutto accompagnato da un caldo pazzesco e al sudore dovuto alle frenetiche corse. Però ho scelto il fotoshow e non il racconto, ho pensato che i miei racconti potessero annoiare, queste immagini di sicuro non lo faranno. Che Dio benedica le radio universitarie, che Dio benedica Radio Zammù!

04 dicembre 2008

www.myspace.com/areapacifica

Nuova veste per la mia pagina myspace. Grafica più curata, foto, blog aggiornato e informazioni sulle puntate di Emissioni Zero e di Raduni Hit aggiornate e puntuali.

03 dicembre 2008

Un bellissimo novembre

Prima di tutto è stato un romanzo di Ercole Patti, poi un film diretto da Mauro Bolognini e infine uno spettacolo teatrale adattato da Gaetano Savatteri e Luigi Galluzzo per la regia di Mario Missiroli.

Un bellissimo novembre ha aperto la cinquantesima stagione del Teatro Stabile di Catania. Quando il sipario si apre sul palco del teatro Ambasciatori appare l'interno di una casa, mobili antichi coperti da teli, una macchina d'epoca e oggetti di altri tempi a riempire un salotto in cui due vecchie sorelle - Antonietta Carbonetti e Nellina Laganà - ricordano e lamentano i tempi che furono.

La notizia dell'arrivo dei parenti resuscita nelle due anziane zie vecchi ricordi e malumori legati ad un tragico evento accaduto dieci anni prima, la tragica morte del giovanissimo Nino - Giovanni Tuzza. Nella tenuta di campagna in cui tutta la famiglia si riuniva per la vendemmia si era infatti consumata la passione e la tragedia, l'eros e la gelosia. Cettina - Donatella Finocchiaro - zia del giovanissimo Nino diventa la fantasia erotica e la realtà che spingerà il giovane ad una tragica fine. Le colpe, i rimorsi, l'odio e il dolore riemergono e investono l'intera famiglia riunita per una semplice questione patrimoniale.

La narrazione rimane fluida anche quando si interrompe per portartci indietro nel tempo grazie ad un effetto scenico che permette al pubblico di "vedere" cosa accadde dieci anni prima. Gli attori offrono punti di vista diversi sulla stesso evento, chi vede nell'assenza della madre la colpa della morte di Nino, chi la reputa una tragica fatalità, chi pensa cha la cugina Cettina non doveva nemmeno venire e chi è solo interessato ad una firma per avere la proprietà.

Sullo sfondo una tragedia da cui i protagonisti non potranno mai liberarsi, la tenuta di famiglia diventa un tempio per il dolore della madre e le colpe della zia.

Guarda la scheda dello spettacolo e la galleria delle immagini. Clicca qui.

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